Ci vediamo in punta

E’ iniziato ottobre. Da poco. Pochi giorni. Un accenno, si potrebbe dire. Che però si è fatto già notare. 

Non ci siamo mai piaciuti, ottobre ed io. Non ci siamo simpatici. Troppo lungo. Nessuna festa. Cambio dell’ora. Tempo così così. Calze. Giacca. Non gliel’ho mai nascosto. E lui non mi ha mai fatto sconti. 

Siamo arrivati, come tutti gli anni, ma credo questa volta ancora di più, io e il mio bagaglio, giù in picchiata, cianciando e ridendo a tutta bocca lungo quell’entusiasmante discesa chiamata settembre, con il vento in faccia e senza toccare i freni! Una gioia per gli occhi e per il cuore! Il mio. Solo il mio. E ce lo siamo trovati dritto davanti. Senza avvertirlo neanche un attimo prima. In nessun poro. Lui. Ottobre. Grigio. Serio. Che mi, o meglio ci -io e il mio bagaglio- fissava. Qualsiasi cosa mi si è smorzata all’istante. Persino l’ultimo baluardo di entusiasmo, l’irriducibile, si è polverizzato a guardarlo, ottobre. Tutto finito. Senza batter ciglio si è fatto leggermente da parte, ottobre. Così da farmi vedere dietro le sue spalle. Eccola lì. La solita, immancabile salita. Quella di ottobre. Che poi non è una di quelle salite che ti permettono di arrivare a superarne un buon quarto per inerzia, per la velocità acquisita prima. No. Non una di quelle salite dolci che ti permettono di realizzare che le ruote stanno girando meno, che l’equilibrio prima o poi viene a mancare se non si ripesta sui pedali in tempo utile. Noo. Non una di quelle salite che tutto sommato mentre le percorri sembrano molto di più rispetto quel che sono. Nooo. Perché dovrebbe, essere così? Ci siamo divertiti fino ad ora? Pare mi dica, ottobre. Tutto facile, tutto ad incastro, tutto fluido? E beh, dai, è giunto il tempo di riattivare un po’ i muscoli, ancora poi ci si adagia a vita! 

Sorrido. Lui, ottobre, no. 

Che altro posso fare. Io, in fondo alla valle, a guardare su, alla punta. Con sta salita che mi aspetta. Unica strada, obbligata. Con una pendenza che senza essere tragici raggiunge anche un buon 45% in alcuni punti! Ci fossero almeno dei tornanti. Mavaaa. Tutta dritta dritta, dall’inizio alla fine. 

Mi giro un momento. 

Non è che la discesa sia stata meno ripida. Ammetto. Però non c’era paragone ovviamente. Mica bisognava pedalare lì. Ok. Mi aggiusto il caschetto. Scrocchio il collo e raddrizzo le spalle. Piede destro a terra per tenermi in bilico. Ancora pochi istanti poi lo staccherò per la prima pedalata. Marcia 2 per iniziare. Assistenza 2, per iniziare. Benedetta assistenza, dico per il primo autunno della mia vita. Vento? Né a favore né contro. Incrociamo le dita. Le mani stringono il manubrio. Non è più tempo di tergiversare. 

Lo riguardo, ottobre, e sorrido di nuovo. Lui no. Ci vediamo in punta, gli dico, ci sarò, come sempre. 

Fisso in alto. Tre. Due. Uno. Partita.

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