La prima cosa bella

La prima cosa bella di domenica 7 giugno è che è il 7 giugno. Questo, già di per sé dovrebbe bastare. Data spartiacque, si lascia dietro qualsiasi altra stagione e spalanca la vita all’estate. E intanto occhieggia da lontano dicembre. Sorniona guarda al Natale verso il quale fa scivolare con apparente mollezza i giorni, sicura che tanto le verranno restituiti giusto il tempo di rimbalzare sul tavolo e toccare la racchetta. Come a ping-pong.

La seconda cosa bella di domenica 7 giugno è il mio saluto personale alla rubrica “La prima cosa bella” di Gabriele Romagnoli. Mi ha tenuto compagnia per tanto tempo, dal lunedì al venerdì. In tempi di lockdown ha dato il suo contributo anche durante i week-end. Spesso è stata la prima lettura della mattina, utile per sintonizzarmi in modo adeguato col mondo. Penna acuta ed arguta di argomenti non scontati, difficilmente ha disatteso le aspettative. Da domani pare diventi appannaggio di un’élite. Scelte. Come la mia di non farne parte.

La terza cosa bella di domenica 7 giugno è tutto il resto, quello che ho e quello che non ho. Le giornate sì e le giornate no. Il passato, l’oggi e il futuro. Il desiderato e il desiderabile. Le presenze e le assenze. Il dato, il tolto. Il conosciuto e l’ottenuto. E per bilanciare, l’ignoto e il mancato. Come è – forse – giusto che sia.

La quarta ed ultima cosa bella di domenica 7 giugno è che è il mio compleanno. Alzo il calice, auguri a me.

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