Tre kg di storia, due hg di fiaba

Martedì, giorno di spesa. Le scorte sono finite. Spazzate via, oserei dire questa settimana. E’ dunque ora di rifare il carico. Ma oggi si cambia. Nessun supermercato, nessun carrello zeppo con tanta roba a lunga scadenza. Oggi diretti diretti al negozio di primizie. E vediamo che ne viene fuori.

Mi servirebbero allora una criniera bianca, mezzo destriero, un mantello azzurro e del “senza macchia e senza paura”. Poi un ruscello, una torre alta alta, quattro o cinque ettari di foresta e un cestino di usignoli, che zufolino forte, già dai primi raggi, al mattino. Aggiunga un quarto di ombra, qualche briciola di pane e una manciata di pesciolini d’oro. Se invece li ha finiti, prendo un ranocchio, tanto non lo bacio, mi serve solo da contorno. Non dimentichi il marzapane, la pila di materassi e Brontolo . Per dar carattere, converrà! Se sono arrivate vorrei, anche se non è stagione, ma ne ho proprio voglia, due fatine, una turchina e l’altra piccolina, grassottella e pasticciona. Il colore della seconda è irrilevante. L’importante è che mi faccia sorridere quando, ogni tanto, una lacrimuccia scenderà. Ah, a proposito, ne ha di fresche, di lacrimucce intendo?? Perché l’ultima volta, quelle comprate al discount mi hanno lasciato gli occhi poi tutti rossi… un fastidio, capirà! Quindi… facendo due conti al volo che ho dimenticato la lista, credo di aver preso tutto… No invece! A momenti! Mi manca ancora il palazzo, ma visto da lontano, la scarpetta, ma la sinistra che la destra costa troppo, e un qualcosa per addormentarmi circa quel millennio che serve al mantello azzurro per trovarmi. 

Siamo arrivati più o meno a due etti, secondo lei?? Anche un po’ di più?? Allori lasci, lasci pure, come diceva mia nonna al maslé. Che così, buttando tutto nel calderone, insieme ai 3 chili di storia che mi avanzano in frigo, sta volta magari viene fuori qualcosa di buono!!!

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